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Organizzazione giudiziaria

Bilancio sociale, confronto Ministero-Tribunale di Viterbo

Al convegno, organizzato nell'aula magna dell'Università degli Studi della Tuscia, è intervenuta anche la vicecapo dipartimento dell'Organizzazione giudiziaria, del Personale e dei Servizi, Rosa Patrizia Sinisi

di Redazione

Convegno Innovare la Giustizia: dal bilancio sociale alla mappatura dei processi, Università della Tuscia, 30 ottobre 2026

Rendere conoscibile il lavoro degli uffici giudiziari, misurarne i risultati e ripensarne l'organizzazione a partire da come le attività si svolgono davvero nei tribunali. È questo il filo conduttore del convegno Innovare la Giustizia: dal bilancio sociale alla mappatura dei processi, che si è svolto nell’aula magna dell’Università degli Studi della Tuscia e ha preso le mosse dall’esperienza di consolidata collaborazione con il tribunale di Viterbo. Nel corso del convegno è stato presentato il volume 'Il bilancio di responsabilità sociale del Tribunale di Viterbo 2022-2024', a cura di Alessandro Ruggieri, Maurizio Benincasa e Rosa Ruggiero, Cacucci Editore, 2026.

In apertura e nella prima sessione, il convegno è stato coordinato da Rosa Ruggiero, professoressa di diritto processuale penale all’Università della Tuscia.

Hanno portato un saluto istituzionale il presidente del Tribunale di Viterbo, Francesco Oddi, la presidente vicaria della Corte d’appello di Roma, Anna Maria Pagliari, e il procuratore della Repubblica di Viterbo, Mario Palazzi.  Il presidente Oddi ha ringraziato l’Ateneo per la costante collaborazione, ponendo l’accento sulla sinergia che da anni caratterizza il lavoro in comune con l’ufficio giudiziario viterbese, rendendo possibili i risultati positivi. Palazzi ha indicato come prossimo traguardo la redazione del bilancio sociale dell’ufficio requirente.

Il convegno si è articolato in due sessioni. Nella prima è stato approfondito il tema del bilancio sociale applicato ai tribunali come strumento di trasparenza e di valutazione dell’attività giudiziaria, fondato su indicatori che investono anche la dimensione organizzativa, come il numero dei magistrati e l’andamento dei procedimenti pendenti e da definire.

Stefano Fapperdue, ricercatore dell’Università della Tuscia, ha illustrato la metodologia, per la quale è stata fondamentale la partecipazione attiva del tribunale di Viterbo, non solo a livello di dirigenza giudiziaria e amministrativa, ma anche di personale e magistrati. Ha inoltre spiegato i criteri e i principali risultati del volume presentato, evidenziandone gli aspetti innovativi anche rispetto alla precedente edizione.

Di rilievo è stato il riconoscimento giunto dalla relatrice Federica Viapiana, rappresentante della Commissione europea per l’efficienza della giustizia (CEPEJ) del Consiglio d’Europa, che ha sottolineato come il bilancio sociale presentato dall’Università della Tuscia si distingua dalla valutazione prevalentemente statistica della CEPEJ per l’attenzione alla dimensione umana e alle esperienze degli operatori, apprezzando in particolare l’uso dei focus group per arricchire i dati quantitativi con informazioni qualitative.

Il prof. Fabio Monteduro, presidente dell’Organismo Indipendente di Valutazione (OIV) del Ministero della Giustizia, ha evidenziato come lo strumento creato si contraddistingua per la sua originalità rispetto ad altri modelli di bilancio sociale e vada oltre il mero dovere di rendicontare l’uso delle risorse pubbliche, diventando un supporto alla governance degli uffici e un mezzo per creare valore pubblico. Il coinvolgimento degli stakeholder, numerosi e appartenenti a diverse categorie sociali, è trattato nell’ultimo capitolo del volume e costituisce una vera innovazione di ricerca. Il documento viterbese, ha osservato, supera gli standard predefiniti in termini di qualità dei contenuti, struttura e impostazione grafica.

Il cuore innovativo della giornata è stato il progetto di mappatura dei processi del tribunale di Viterbo, illustrato durante la sessione introdotta e coordinata da Maurizio Benincasa, professore di diritto privato nella facoltà di giurisprudenza dell’Università della Tuscia. Benincasa ha sottolineato la valenza scientifica e formativa della mappatura dei processi, capace di rappresentare provvedimenti, effetti e profili normativi in un ambito di estrema complessità.

Il prof. Alessandro Ruggieri, ex rettore e professore ordinario presso il dipartimento di Economia, Ingegneria, Società e Impresa dell’Università della Tuscia, ha ripercorso il cammino comune intrapreso assieme al Tribunale di Viterbo e ha illustrato la metodologia, gli obiettivi e i primi risultati del progetto di mappatura, che contempla anche tutte le novità normative e organizzative intervenute dopo il primo bilancio sociale, redatto nel 2021. A tal proposito, ha citato con grande apprezzamento le 'Brevi linee guida – Famiglie professionali negli uffici giudiziari', datate 26 giugno 2026 e predisposte dalla direzione generale del Personale e della Formazione presso il dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi (Dog) del Ministero.

Le linee guida pongono l’accento, in premessa, su una nuova organizzazione del lavoro, non più fondata sulle mansioni, ma sul 'processo lavorativo', senza parcellizzazione delle attività del personale e orientata al risultato comune da raggiungere. La mappatura dei processi, ancora in corso, si avvale dell’indispensabile e fattiva collaborazione della dirigenza amministrativa e del personale amministrativo del Tribunale di Viterbo e confluirà nella prossima edizione del bilancio sociale. Ruggieri ha mostrato i diagrammi di flusso con cui le diverse attività vengono rappresentate per orientare il miglioramento organizzativo. Si tratta di un lavoro destinato, secondo il docente, a incidere sia sul clima interno all’ufficio giudiziario sia sull’efficacia dei processi.

Il dirigente amministrativo del tribunale, Paolo Stavagna, si è soffermato sul nuovo ufficio per il processo post PNRR, sull’importanza della dirigenza integrata, perfettamente operante negli anni nella realtà giudiziaria locale e sulla necessità di bilanciare il supporto alla giurisdizione con le esigenze amministrative. Ha delineato un disegno unitario orientato al servizio giustizia per gli utenti, in cui le due coordinate di riferimento sono: l’organizzazione per processi e i team integrati di lavoro. Quanto ai team ha sottolineato come sia cruciale porsi quale obiettivo primario quello di facilitare il passaggio da semplici gruppi a vere e proprie “squadre”, valorizzando la dimensione collettiva e plurale del lavoro nel quadro di una moderna visione della giustizia al servizio degli utenti.

Rosa Patrizia Sinisi, vicecapo Dog del Ministero, che segue il percorso viterbese da tre anni, ha ricordato il progetto PNRR 'Giustizia AGILE – Per una giustizia giusta: innovazione ed efficienza negli uffici giudiziari', che si è svolto dal 1º aprile 2022 al 30 settembre 2023, nel quale l’Università della Tuscia era capofila e coordinava 11 atenei e 24 uffici giudiziari di Lazio, Umbria e Toscana. Sinisi ha elogiato il consolidamento della collaborazione tra Università e Tribunale di Viterbo, che continua nel tempo, senza interrompersi con il cambio della dirigenza giudiziaria, ma evolvendosi in relazione alle numerose modifiche normative e organizzative che via via si susseguono e impongono agli uffici giudiziari di riorganizzarsi. La vicecapo Dog ha poi spronato gli uffici giudiziari a valorizzare e pubblicizzare le buone prassi e i risultati positivi raggiunti dal Tribunale di Viterbo e, complessivamente, dagli uffici giudiziari italiani, piuttosto che le criticità del sistema giustizia, peraltro presenti anche in altri Paesi europei, come mostrano le richiamate esperienze in materia di protezione internazionale in Irlanda e Spagna.

Sinisi ha auspicato che la mappatura dei processi diventi una pratica ordinaria negli uffici giudiziari, anche per monitorare le attività trasversali dell’Ufficio per il Processo. Tali attività sono indispensabili per la rendicontazione sia complessiva sia interna alle singole componenti dell’UPP, come dimostrano le prassi instaurate dai tribunali più virtuosi. La vicecapo Dog ha rammentato le nuove sfide poste dal “Piano strutturale di bilancio a medio termine 2025-29”, nel segno del consolidamento delle riforme PNRR dopo il 2026, e in particolare: ridurre del 90% le cause civili pendenti nei Tribunali e nelle Corti d’Appello, iniziate tra il 1º gennaio 2023 e il 31 dicembre 2025 e ancora pendenti a quest’ultima data; ridurre del 12% la durata dei procedimenti civili rispetto ai tempi registrati al 31 dicembre 2026; garantire e rafforzare l’attuazione della riforma del procedimento fallimentare; promuovere gli strumenti alternativi di risoluzione delle controversie civili. Ha evidenziato l’importanza del monitoraggio semestrale svolto a livello centrale dal Dog, che si avvale di un’apposita struttura di supporto, e che procederà alla predisposizione della circolare di restituzione dei risultati finali del PNRR riferiti alla data del  30 giugno 2026. Il monitoraggio qualitativo continuerà in collaborazione con l’Unità di missione per il PNRR, diretta dal prof. Davide Galli, evolvendosi nell’analisi organizzativa dell’attività giudiziaria svolta nei semestri successivi e nella proposta di standard di qualità. Da ultimo, ha riconosciuto al Tribunale di Viterbo originalità nel concepire i propri progetti e capacità di assicurarne la sostenibilità e la proiezione verso il futuro, nell’ambito di un modello caratterizzabile come “evoluzione della continuità”.

Le conclusioni del convegno sono state affidate alla presidente della Corte d’appello di Napoli, Maria Rosaria Covelli, già presidente del tribunale di Viterbo, che aveva firmato, con l’allora rettore Alessandro Ruggieri, la convenzione da cui il progetto del primo bilancio sociale aveva preso avvio. La Presidente ha definito il tribunale di Viterbo una realtà virtuosa, grazie a una dirigenza lungimirante e a una collaborazione con l’Università non comune nel panorama giudiziario. Ha indicato il bilancio sociale come buona prassi da consolidare e diffondere, perché contribuisce all’attuazione di principi costituzionali come la trasparenza e rafforza la coesione interna. Covelli ha inoltre auspicato l’utilizzo della mappatura dei processi nella didattica universitaria, per la sua valenza scientifica e formativa, e la creazione di una banca dati nazionale dei bilanci sociali presso il Consiglio superiore della magistratura e il Ministero della giustizia, con un modello omogeneo di bilancio sociale che ne consenta la comparabilità tra gli uffici. Ha inoltre auspicato il rafforzamento strutturale della collaborazione tra università e uffici giudiziari.