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Carceri

Poli universitari penitenziari, rinnovato accordo Dap-Sapienza

Il protocollo, valido fino al 2027, è stato siglato dal provveditore Siciliano, dal garante Anastasìa, e dalla rettrice dell'ateneo romano Polimeni

di Raffaella Tallarico

Aula studio in un carcere, immagine creata con IA (Canva)

Prosegue il percorso per garantire il diritto allo studio universitario delle persone detenute nei penitenziari della Capitale e di altre Regioni.

È stato infatti rinnovato l’accordo sul polo della Sapienza, siglato dal provveditore dell’amministrazione penitenziaria di Lazio, Abruzzo e Molise, Giacinto Siciliano, dal garante regionale delle persone private della libertà, Stefano Anastasìa, e dalla rettrice dell’ateneo romano, Antonella Polimeni.

Il nuovo protocollo garantisce l’incontro docenti-studenti, anche per via telematica, e fissa a non meno di tre i colloqui prima di sostenere gli esami. Assicurati, inoltre, gli incontri per la preparazione della tesi finale.

Il provveditorato, si legge nell’accordo, si impegna a offrire spazi idonei allo studio all’interno delle carceri, con “l’assegnazione, ove possibile, in camere e reparti adeguati” e la possibilità di “accesso ai canali di informazione bibliografica, di elaborazione e calcolo che si rivelino utili ai fini della predisposizione della tesi finale”.

La Conferenza nazionale dei poli universitari penitenziari (Cnupp) ha censito nei tre atenei di Roma – Sapienza, Tor Vergata, Roma Tre – 231 studenti per l’anno accademico 2023-2024. La Sapienza ne conta 53. I poli servono diversi penitenziari di Lazio, Abruzzo e Molise, fino alla Campania.

Le attività del polo della Sapienza sono iniziate nel 2021, in attuazione di un protocollo d’intesa siglato nel settembre 2019 tra il Dap e la Cnupp. Con il rinnovo, le attività proseguono fino all’anno accademico 2026-2027. Ad oggi, la Conferenza conta oltre 40 atenei che erogano offerte didattiche per i detenuti.

 

 

Foto copertina: aula studio in un penitenziario, immagine creata con IA (Canva)