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Comunicati

Circuito speciale 41-bis, conclusa operazione Klepsydra

La casa di reclusione di Alessandria un polo dedicato nella gestione dei detenuti e internati sottoposti a questo regime. Sono 250 le unità di Polizia penitenziaria e 50 i mezzi terrestri impiegati

di Redazione

Si è conclusa ieri con l’Operazione “Klepsydra” la terza fase del progetto di ri-circuitazione del regime speciale 41-bis, promosso dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Un imponente dispositivo operativo composto da 250 unità di Polizia penitenziaria e 50 mezzi terrestri ha portato alla Casa di reclusione di Alessandria detenuti e internati sottoposti al regime dell’art. 41-bis dell’Ordinamento penitenziario, rendendo la struttura polo dedicato nella gestione del regime speciale.

“Ringrazio gli uomini e le donne del GOM e di tutto il Corpo che lavorano da circa un anno al processo di riorganizzazione del regime 41-bis”, ha commentato con soddisfazione il sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni. “A loro va la mia gratitudine anche per i sacrifici che compiono ogni giorno, lontano dai riflettori, nelle sezioni detentive. Abbiamo messo in sicurezza l'ergastolo ostativo e non arretriamo nella lotta alle mafie. Con il Governo Meloni nelle carceri comanda lo Stato”.

L’intervento si è svolto sotto la direzione strategica della Direzione generale delle Specialità del Corpo di polizia penitenziaria, mentre il coordinamento operativo è stato affidato al Gruppo Operativo Mobile (GOM), struttura di riferimento per la gestione delle attività connesse al circuito detentivo speciale, che si è avvalso della collaborazione di altri reparti speciali (Ufficio per la Sicurezza Personale e per la Vigilanza- USPeV e Gruppo di Intervento Operativo-GIO) e territoriali del Corpo (NTP).

Il Centro Comando Supporto Operazioni, costituito presso l’Ufficio Centrale e diretto dal vicedirettore vicario del GOM, ha garantito il coordinamento dell’operazione, seguendone in tempo reale tutte le fasi e assicurando l’immediato raccordo tra le articolazioni impegnate sul territorio. La Sala Situazioni e la Centrale Operativa Nazionale hanno inoltre curato il costante raccordo informativo e operativo dell’intero dispositivo.

Le informazioni provenienti dai Reparti, l’osservazione dei comportamenti e il monitoraggio delle fonti aperte da parte della Sezione III “Coordinamento Operativo e Analisi” del GOM hanno infine fornito supporto alla pianificazione e alla gestione delle operazioni, consentendo di raccordare gli elementi informativi con le esigenze dei servizi.

La movimentazione dei detenuti, la predisposizione degli assetti di sicurezza, il raccordo con le altre Forze di Polizia e le Autorità di P.S., nonché il coinvolgimento delle componenti sanitarie hanno richiesto un’organizzazione rigorosa, un’elevata capacità di coordinamento e un impiego mirato delle risorse disponibili.