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Sottosegretari

Balboni: “Imparare un mestiere, abbatte la recidiva sotto il 10%”

Nel 2028 si inaugura un nuovo istituto, già totalmente finanziato”

di Redazione

Segreteria Sottosegretario di Stato Alberto Balboni

«Di solito delle carceri si sente parlare sempre male, qui invece ci sono elementi di soddisfazione” ha commentato il sottosegretario Alberto Balboni, intervistato da Valentina Paiano per Il Resto del Carlino in edicola oggi.
In visita ieri, 23 ottobre, all’istituto penitenziario la Rocca di Forlì, Balboni ha constatato con soddisfazione che: “Non sono stati segnalati particolari situazioni di affollamento: la situazione è abbastanza sotto controllo. Oltre il 60% dei detenuti lavora per commesse d'imprese esterne”. Uscire, avendo scontato la pena, durante un tempo dedicato ad apprendere un mestiere, lo dicono i numeri, riduce fortemente il rischio di recidiva: in chi ha avuto questa opportunità, il rischio di cadere nuovamente nell’errore, scende al di sotto del 10%, contro il 70/80% di coloro che escono senza avere prospettive di impiego di alcun genere.
Focus anche sul personale di Polizia penitenziaria che “per circa 12 anni “ è stato penalizzato dal blocco del turnover – ha spiegato il Sottosegretario -, ma grazie all’impegno dell’attuale Governo: “Dai primi di febbraio entrerà in servizio un numero di agenti nuovi che supererà coloro che andranno in pensione”.
Infine, un cenno alla imminente apertura del nuovo carcere, che “dopo un lungo iter durato oltre 20 anni” aprirà le porte. Ciò, grazie, come ha tenuto a precisare Balboni in conclusione: “All’istituzione del Commissario straordinario all’edilizia penitenziaria”, che ha fatto sì che arrivassero nuove risorse e si potessero, così, accelerare i tempi di costruzione

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