Palazzo di Giustizia di Arezzo: inaugurato il nuovo roof garden
L’intervento di riqualificazione restituisce alla comunità giudiziaria e alla città uno spazio verde dedicato al benessere, all’incontro e alla condivisione
È stato inaugurato presso il Palazzo di Giustizia di Arezzo il nuovo roof garden, restituito alla piena fruibilità al termine di un importante intervento di riqualificazione finanziato dal ministero della Giustizia e realizzato dal dipartimento dell’Organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi.
In apertura della cerimonia dopo il taglio del nastro per l’ ingresso alla terrazza, hanno rivolto al folto pubblico di personale amministrativo, avvocati, progettisti, lavoranti delle ditte appaltatrici, giornalisti, fotografi e utenti, un indirizzo di saluto Valentino Pezzuti, Presidente del Tribunale di Arezzo, Rita Cavezzuli, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Arezzo, Cristiano Tatarelli, questore di Arezzo, Gianfederica Dito, procuratrice della Repubblica presso il tribunale di Arezzo, Ettore Squillace Greco, procuratore generale presso la corte d’appello di Firenze, Loredana Miccichè, presidente della corte d’appello di Firenze, Fabrizio Stelo, prefetto di Arezzo; e Marcello Comanducci, sindaco del Comune di Arezzo.
Hanno svolto gli interventi programmati l'ingegnere Domenico Menale, direttore dell’Ufficio V della medesima direzione generale; l’architetto Francesca Piccioni, funzionaria tecnica dell’Ufficio VI della direzione generale delle Risorse materiali e delle tecnologie del dipartimento dell’Organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi, Andrea Petteruti, direttore generale delle Risorse materiali e delle tecnologie e Rosa Patrizia Sinisi, che ha portato anche i saluti di Lina Di Domenico, capo del dipartimento dell’Organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi, e ha formulato l’auspicio che il roof garden diventi uno spazio vivo, capace di favorire il dialogo, offrire un luogo di pausa e relazione e rafforzare il legame tra il Palazzo di Giustizia e la comunità aretina.
Non si è trattato di un momento soltanto inaugurale, ma profondamente simbolico per tutti coloro che lavorano e frequentano il palazzo di giustizia e per la città di Arezzo. Non è stato tagliato soltanto un nastro, ma si è aperta una finestra verde sulla città.
Il giardino panoramico sul parco dell’ex sanatorio e sulle colline aretine, che è stato consegnato alla piena fruibilità pubblica, è volto a rendere questo complesso più sicuro, funzionale, decoroso e accogliente per chi vi lavora e per i cittadini che ogni giorno vi accedono. E’ un luogo che porta con sé una memoria particolare. L’edificio nacque negli anni Trenta come sanatorio e dal 2008 ospita gli uffici giudiziari, in una piazza significativamente intitolata a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. La loro testimonianza richiama ogni giorno chi opera in questo Palazzo alla responsabilità del proprio compito e al valore concreto della legalità, del coraggio e del servizio allo Stato. Anche le destinazioni d’uso di questo edificio nel tempo, sanatorio anti-tubercolare dagli anni trenta e palazzo di giustizia dal 2008, pur profondamente diverse, sono accomunate dall’attenzione alla persona e alla collettività: un tempo qui si cercava di restituire salute e speranza a chi soffriva; oggi si cerca di riconoscere diritti, comporre conflitti e dare risposta alla domanda di giustizia. È cambiata la funzione dell’edificio, ma non la sua vocazione al servizio pubblico. La terrazza, un tempo destinata all’aria, alla luce e all’elioterapia, rinnova oggi quella vocazione: non più luogo di cura sanitaria, ma spazio di benessere, incontro e respiro per le persone che quotidianamente amministrano giustizia, difendono i diritti, cercano tutela.
Un giardino nella sommità di un palazzo di giustizia è un’immagine insolita e, proprio per questo, eloquente. Ci ricorda che la giustizia non vive soltanto nelle regole e nelle decisioni, ha bisogno anche di ascolto, misura, tempo e cura. Come un giardino, richiede radici salde, attenzione quotidiana e fiducia nei suoi frutti. Il verde che cresce in alto sul palazzo di giustizia di Arezzo diventa così un segno di fiducia: la legge, quando è amministrata con impegno, equilibrio e responsabilità, custodisce la convivenza e apre lo spazio del futuro.
Da questa terrazza lo sguardo abbraccia Arezzo, città dalla storia plurimillenaria: l’antica Arretium etrusca e romana, la città comunale e medievale, la città di Mecenate, Petrarca, Piero della Francesca e Giorgio Vasari. Una comunità che ha saputo attraversare i secoli tenendo insieme arte, ingegno civile e capacità di rinnovarsi. Anche questo Palazzo racconta tale attitudine: l’ex sanatorio Garbasso restaurato dialoga con la moderna “Vela”, la cui architettura richiama insieme le mura cittadine e la leggerezza di una foglia, adottando soluzioni bioclimatiche.
E’ stato unanime il sincero apprezzamento all’attività del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria e a tutti coloro che hanno reso possibile quest’opera: alla Presidenza e alla Direzione del Tribunale, ai progettisti, ai tecnici, alle imprese, all’amministrazione comunale e a quanti hanno accompagnato con competenza e tenacia il percorso di recupero.
* Rosa Patrizia Sinisi è Vice Capo Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria del personale e dei servizi