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Primo Piano

Arenula70, un abito sartoriale per il Ministero

Nuove rubriche, restyling e rapporto con i cittadini nel nuovo sito d'informazione che prende il posto di Gnewsonline. La presentazione del Capo Ufficio stampa e Portavoce del Ministro

di Francesco Specchia*

Scultura ad altorilievo

Doverosa premessa. C’è un momento, un frisson nella vita di una testata giornalistica - qualunque essa sia, specie se insufflata dallo spirito del servizio pubblico - in cui arriva il restyling. 
Ed è quello in cui il design, le idee e il contenuto s’intrecciano e assumono un atteggiamento quasi rinascimentale: le notizie cavalcano la cronaca, gli approfondimenti scavano nella realtà e la tecnologia si mette sull’attenti davanti al lettore dotandolo dei mezzi migliori per navigare tra i flutti agitati dell’informazione. Un buon restyling è l’adeguamento ai tempi editoriali, la lezione dei grandi numi tutelari del nostro giornalismo (al di là delle ideologie ognuno si scelga i suoi, a noi bastano Indro Montanelli, e un pizzico di Eugenio Scalfari e di Vittorio Feltri). Fine della premessa. Da qui la trasformazione di “G-News”, la storica testata informativa del Ministero della Giustizia in “Arenula 70”; che, a rischio di evocare una chiamata al radiotaxi, resta soprattutto l’indirizzo-simbolo del nostro dicastero. Un buon restyling è un’operazione sartoriale. Sicché Arenula70 diverrà, ora, ancor di più, un notiziario concentrato sui fatti di giustizia cuciti a tutto tondo, a taglio fresco e asola antica. A parte la nuova impostazione grafica e fotografica con una punta di IA in grado di rendere l’homepage più selettiva, e le aperture più nette e il percorso di lettura più chiaro, la testata rismaltata cercherà di coltivare un legame sempre più stretto con i lettori/utenti/cittadini; ma pure con gli addetti ai lavori, dai magistrati agli avvocati, dai docenti di diritto a tutti gli operatori penitenziari. 
Tra le novità qui introdotte segnaliamo: la “Stanza del Ministro”, una sorta di spazio aperto di montanelliana memoria in cui il Guardasigilli, e, di volta in volta, i nostri dirigenti approfondiranno per quanto possibile i temi suggeriti dai lettori; le varie rubriche di approfondimento culturale e molto “pop”; un “lessico famigliare”  guida alle parole della giustizia; le corrispondenze dai vari dipartimenti e uffici di diretta collaborazione del Ministero; uno spazio specifico dedicato al Dap, che darà voce alla Polizia penitenziaria e ai detenuti sia dal lato delle associazioni che da quello delle iniziative trattamentali (compresa la finestra permanente sui giornali nelle carceri); settori video dedicati ai “pensieri laterali” alla Giustizia completi di conferenze, convegni e discorsi pubblici; il rendiconto dei meeting e degli eventi internazionali. In più si incrementerà anche la “comunicazione interna” con servizi sui fatti quotidiani del Ministero assai più brulicante di vita di quanto dall’esterno possa apparire. Verrà implementato anche il riflesso delle notizie sui social. Inoltre, alla stregua dei quotidiani generalisti, avremo anche la nostra “pubblicità” ma esclusivamente nella “Vetrina” dedicata ai prodotti del carcere venduti al pubblico direttamente o attraverso enti esterni. Certo, Arenula70 resterà fondamentalmente un giornale di notizie, a cui si aggiungerà il coté dell’approfondimento in una gerarchia visiva (il cosiddetto instant scanning) che distingue nettamente le une dall’altro. E così ancor più netta sarà la distinzione tra Giustizia.it ossia il nostro sito “tecnico”-  il “core business” per così dire del Ministero - dallo stesso Arenula70: il primo resta l’abito scuro della nostra comunicazione, il secondo il completo casual - seppur, paradossalmente, sartoriale - delle notizie quotidiane. Il tutto, naturalmente, come nella sana tradizione del giornalismo, resta un perfettibile work in progress. Una nuova avventura al giorno.

* Francesco Specchia è il capo dell'Ufficio Stampa del Ministero della Giustizia e il portavoce del ministro