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Parole ai giovani

Dai margini alla ribalta, per Alessandro la rinascita passa dal rap

Intervista al cantante detenuto nell’istituto di Velletri che ha vinto la 2^ edizione di Prison Got Talent: “Uscirò quest’anno, ho un lavoro ma non smetterò con la musica”

di Raffaella Tallarico

“Qui dentro non è facile / il silenzio è una voragine / ho il cuore così fragile e l’anima appesa al margine / non è la fine, non sono ciò che sono stato / strappo i pezzi del mio nome finché non sono rinato”. È l’“hook”, il gancio – cioè il ritornello nella musica rap – di ‘Margini’. A scrivere la canzone è Alessandro R., 32 anni, detenuto nella casa circondariale di Velletri. Timido e schivo, sul palco si trasforma: con ‘Margini’ ha vinto la seconda edizione di “Prison Got Talent”, talent show organizzato dalla comunità penitenziaria dell’istituto laziale. La seconda edizione si è tenuta lo scorso 21 settembre nella sala teatro “Enzo Tortora”. Intervistato da Arenula70, Alessandro parla della sua passione per la musica, nata proprio in carcere: “Un’esigenza e uno strumento per esternare ciò che sento”, dice.

 

Parliamo della canzone con cui hai vinto Prison Got Talent. Di cosa parla e perché questo titolo?

Con questo pezzo lego la mia esperienza di vita ‘fuori’ a quella detentiva. Mi sono sempre ritrovato ai margini, sui bordi, perché è più facile perdersi che ritrovare sé stessi quando si ha un passato tormentato. Ma penso che, se davvero si ha la voglia di cambiare, non è mai troppo tardi. Con il testo ho voluto dare voce alle persone che, come me, non hanno avuto una vita facile, a chi è ancora incastrato nei quartieri difficili e, allo stesso tempo, non smette di sognare un futuro migliore.

 

Da quanto tempo scrivi canzoni rap?

Sono entrato in carcere nel 2013 e nel 2014 ho cominciato a mettere su carta le prime rime baciate e intrecciate. Sin da subito qualcosa mi è esploso dentro. Vedevo che nel tempo la mia voglia di scrivere testi era diventata un'esigenza e uno strumento per esternare ciò che sentivo.

 

C'è stato un momento in cui ti sei detto "sono bravo”? Un incontro con qualcuno in particolare, il riconoscimento dei tuoi compagni detenuti, o dei tuoi amici fuori?

Devo dire che me lo sono detto spesso. Quando le persone mi sentivano cantare mi dicevano che dovevo prendere in modo serio la musica perché “spaccavo”. Anche durante l'esibizione portata al “Prison Got Talent” ho avuto modo di riscontrare un forte interesse dei giurati per il mio modo di cantare e di esprimermi.

 

Hai mai pubblicato dei pezzi tuoi?

No. Nel 2023 ho caricato sulla piattaforma YouTube una canzone scritta da me e non sponsorizzata da nessuna casa discografica, solo per controllare la qualità del video, che poi è rimasto in rete. Il titolo della canzone è “È per sempre” e parla di una storia d'amore, ad oggi chiusa.

 

Quali sono i rapper da cui prendi ispirazione?

Principalmente Tupac Shakur, Notorius B.I.G, Marracash.

 

Come fai con le basi musicali: usi pezzi preregistrati o intervieni anche sulla melodia?

Le basi le prendo da YouTube, cerco ispirazione e ci scrivo sopra.

 

L’anno scorso hai anche vinto un concorso di scrittura nel carcere di Regina Coeli…

Ho scritto un testo in prosa riprendendo il mio vissuto personale sul tema del concorso, che era la speranza.

 

Progetti per il futuro?  

Uscirò dal carcere quest'anno e vorrei riprendere l'attività lavorativa edile. Ho una ditta di famiglia che si occupa di montare i pavimenti in vetroresina. Sono nato a Messina, una parte della mia famiglia vive in provincia di Roma.

 

Proseguirai con la musica?

Assolutamente sì. Non smetterò mai di raccontare che non è mai troppo tardi per ricominciare, che c'è sempre una via d'uscita. Qualsiasi cosa possa accadere rivendica sempre te stesso.

 

Qual è il tuo sogno?

Attirare l'attenzione di tutte quelle persone che non vengono ascoltate, essere la voce, la speranza e una realtà tramite la mia musica.