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Carceri

Giubileo dei Detenuti: tante presenze e iniziative dalle carceri

Non solo detenuti, familiari e personale che opera negli istituti penitenziari. Per la Santa Messa di Papa Leone XIV anche le ostie e il crocifisso prodotti dai detenuti

di Marco Belli

Cupola di San Pietro

Sono arrivati a Roma da tutto il mondo per l’ultimo grande evento giubilare, il Giubileo dei Detenuti. Detenuti, familiari di detenuti, ma anche operatori presenti nelle carceri, insieme a personale del Ministero della Giustizia, dell’Amministrazione Penitenziaria e del Corpo di polizia penitenziaria.

Migliaia di persone che, in veste di pellegrini, provengono da circa 90 Paesi, tra cui Spagna, Portogallo, Regno Unito, Polonia, Germania, Indonesia, Messico, Madagascar, Brasile, Colombia, Stati Uniti, Guinea Bissau, Filippine, Taiwan, Australia. Oltre, ovviamente, agli italiani.

Per la Santa Messa di Papa Leone XIV nella Basilica di San Pietro, sono presenti anche delegazioni dalla Casa circondariale Rebibbia Nuovo Complesso, dalla Casa circondariale di Rebibbia femminile e dall’Istituto penale minorile di Casal del Marmo di Roma. E poi rappresentanze dagli istituti penitenziari per adulti di Brescia, Teramo, Pescara, Rieti, Varese, Forlì e dal minorile Ferrante Aporti di Torino. Anche un gruppo di 500 pellegrini accompagnato dall’Ispettorato Generale dei Cappellani delle carceri italiane.

L’impegno dell’intera Amministrazione penitenziaria per il Giubileo dei Detenuti non si esaurisce con le persone che presenziano alla celebrazione di domenica. Ma è testimoniato anche da diversi e importanti simboli di fede con i quali dagli istituti penitenziari hanno voluto manifestare la volontà di esserci comunque.

Crocifisso di cartapesta realizzato da un detenuto di Tolmezzo

Ecco quindi che le ostie per la celebrazione provengono dalla Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti attraverso il progetto “Il senso del Pane”, che dal 2016 coinvolge più di 300 detenuti ogni anno nella creazione di ostie destinate a oltre 15mila diocesi italiane e straniere, congregazioni religiose, parrocchie, monasteri e realtà cristiane. Quelle che consacrate durante l’Eucaristia del Giubileo dei Detenuti arrivano dai laboratori eucaristici degli istituti penitenziari milanesi di Opera, San Vittore e Bollate.

Un grande crocifisso di cartapesta é stato collocato non lontano dall’Altare per essere benedetto dal Pontefice nel corso della Santa Messa. È opera di Gennaro, un detenuto della Casa circondariale di Tolmezzo non nuovo a creazioni di questa natura, fra le quali una rappresentante Papa Francesco che, venutone a conoscenza, gli aveva personalmente indirizzato una lettera di ringraziamento. Lo ha realizzato pressando e modellando 186 quotidiani, 36 cartoncini cilindrici interni ai rotoli di carta assorbente e di carta igienica, le strisce in microfibra di uno straccio per la pulizia del pavimento e un lenzuolo.

Crocifisso di cartapesta realizzato da un detenuto di Tolmezzo