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Amministrazione Penitenziaria

Carceri e sostenibilità, parte Precious Plastic

Nell'istituto Montorio di Verona i detenuti partecipano ad una filiera di riciclo e rimessa in circolo di materie plastiche

di Alessandro Pendenza

Foto materiale plastico Montorio Verona (cooperativa Reverse)

Grazie a una cordata di diverse realtà imprenditoriali e associative, prenderà il via a gennaio 2026 il progetto “Precious plastic”, che punta a coinvolgere le persone detenute nel carcere di Montorio a Verona in una filiera di riciclo e rimessa in circolo di materie plastiche di scarto (come si può vedere nella foto di apertura in forma granulare), creando un modello sostenibile e replicabile di inclusione e riduzione dell’impatto ambientale.

Capofila di questa iniziativa, finanziata anche dal comune veneto, è Reverse, che già dal 2014 è attiva nel carcere scaligero con dei workshop sulla falegnameria, sfociati poi nel 2016 nella creazione di un laboratorio di falegnameria artigianale intramurario “Reverse IN” (in foto), ampliato nel 2019. I prodotti realizzati sono poi proposti alle aziende del territorio attraverso catene di distribuzione etica e dal 2021 è stato creato il brand “Fatto in carcere”, che raccoglie tutti i prodotti di design di questo progetto di economia carceraria.

Il piano di Precious plastic prevede di partire con la produzione, dopo 3 mesi di formazione dei detenuti coinvolti, a marzo 2026 con l’apertura di un secondo laboratorio intramurario, che produrrà con appositi macchinari pannelli di plastica riciclata (in foto). Questi pannelli saranno sia parte di una nuova linea di prodotti, sia integrati nella produzione di arredi e allestimenti del laboratorio di falegnameria già operante. Nei progetti di Federica Collato, vice presidente di Reverse, “dopo un test di 18 mesi, l’iniziativa ambisce a proseguire”.

“La valorizzazione dell’ambiente e della dignità dei detenuti” sono per la direttrice della casa circondariale di Montorio, le chiavi del successo di questo progetto, che – continua Mariagrazia Bregoli – è stato possibile “grazie alla sensibilità di numerosi imprenditori veronesi, che operano senza pregiudizi, guardando solo alla formazione e all’impegno di chi si presta a essere un buon lavoratore”, che come tale ha diritto – conclude la direttrice – “a un giusto contratto e una corrispondente retribuzione”.