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Ministro

Cassazione, Nordio: “La giustizia è prerogativa assoluta dello Stato”

Il Ministro ha partecipato alla scopertura della targa in ricordo di Donato Carretta, nell'81° anniversario della morte, apposta sulla scalinata della Cassazione

di Redazione

Targa Donato Carretta in Cassazione (foto Ministero della Giustizia)

“Indipendentemente dai fatti che uno può avere commesso, la giustizia è prerogativa assoluta dello Stato e la legalità formale e sostanziale deve prevalere su qualsiasi forma di emotività” ha dichiarato il ministro della Giustizia Carlo Nordio, presenziando  alla scopertura della targa in memoria di Donato Carretta, direttore del carcere di Regina Coeli fino alla Liberazione di Roma, apposta sulla scalinata della Corte di cassazione

La cerimonia si è tenuta oggi, 18 settembre, nell’81° anniversario della morte, alla presenza dei vertici della Suprema Corte – Margherita Cassano, Prima Presidente, Luigi Salvato, Procuratore generale, Stefano Mogini, Segretario Generale -, del vice Presidente del Consiglio superiore della magistratura, Fabio Pinelli, del Comandante Generale dei Carabinieri, Teo Luzi, del Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e dei nipoti di Carretta.

Targa Donato Carretta in Cassazione (foto Ministero della Giustizia)
Corte di Cassazione – Targa Donato Carretta  (foto Ministero della Giustizia)

Donato Carretta, direttore del carcere dell’Asinara, di quello di Civitavecchia e fino alla Liberazione di Roma, dell’istituto romano, fu vittima di linciaggio da parte della folla che era arrivata al Palazzo di giustizia romano per  il processo a carico di Pietro Caruso, ex questore, accusato di complicità in decine di omicidi di matrice fascista. Chiamato a testimoniare contro l’imputato, Carretta fu linciato dalla folla inferocita, che non sapeva neanche chi fosse, gettato nel  Tevere e ripescato per essere poi appeso a testa in giù fuori dal carcere. Nessuno si mosse per salvarlo, se non il tranviere Angelo Salvatori che si rifiutò di investirlo sui binari.

“La targa commemorativa di Donato Carretta per questa comunità di giuristi che opera all’interno della Corte, vuole essere un monito – ha commentato Margherita Cassano -. Un richiamo alla riaffermazione dello Stato di diritto, della razionalità e del rispetto rigoroso delle regole sancite dalla nostra Carta Costituzionale, a fronte dei pericoli che sono insiti nell’emotività e nella cieca furia della folla”.