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Amministrazione Penitenziaria

Ipm Catanzaro, attrezzature sportive per i giovani detenuti

Donazione del Centro sportivo educativo nazionale nell'ambito del progetto EDUCA. Una piscina mobile e strumenti per arricchire le attività e creare momenti di svago e benessere

di Catia Paluzzi

Ipm Catanzaro, attrezzature sportive per i giovani detenuti

Una piscina mobile e tante altre attrezzature sportive per i minori e giovani adulti del carcere minorile di Catanzaro. Sono gli strumenti donati al Centro per la giustizia minorile della Calabria dal comitato locale del Centro sportivo educativo nazionale (Csen).

L’iniziativa, nell’ambito del progetto ‘EDUCA: Sport e Formazione per il Reinserimento dei Giovani del C.G.M. Calabria‘, ha l’obiettivo di arricchire le attività dei ragazzi detenuti e creare momenti di svago, socialità e benessere, specie in periodi delicati come i giorni festivi e i mesi estivi.

Per prevenire situazioni di disagio e possibili episodi di tensione, tutte le attrezzature verranno usate sotto la vigilanza del personale di polizia penitenziaria e con il supporto organizzativo della direzione del servizio.

Il progetto EDUCA, attraverso lo sport e la formazione, vuole dare ai giovani in carico alla giustizia minorile la possibilità di guardare al futuro con occhi diversi, puntando su valori come educazione, disciplina, umanità, competenze e autostima.

Oltre alle attività sportive gratuite nelle cinque province calabresi, il progetto ha previsto percorsi di formazione professionale, come corsi per istruttore di body building e fitness. Spazio, inoltre, a incontri di sensibilizzazione su corretta alimentazione e uso consapevole della tecnologia, e a campagne di orientamento al lavoro realizzate in sinergia con aziende e realtà del territorio.

“La sensibilità mostrata dal CSEN – ha dichiarato la direttrice del Cgm Calabria, Valeria Cavalletti, – rappresenta un segnale importante di vicinanza verso i ragazzi che vivono situazioni di restrizione. Lo sport e la formazione sono strumenti fondamentali per coltivare speranza e prevenire la recidiva, promuovendo una reale inclusione sociale”.

Grazie a questa collaborazione, il Progetto EDUCA conferma come la sinergia tra istituzioni, associazioni e territorio possa generare nuove opportunità di riscatto e speranza ai giovani.