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Ufficio legislativo

Separazione delle carriere, i libri della Riforma Nordio

Nel corso dell’intervento alla Camera, il Guardasigilli cita i due scritti che hanno ispirato la sua iniziativa politica

di Redazione

Separazione delle carriere, i libri della Riforma Nordio

Nelle intenzioni di Carlo Nordio quello di oggi a Montecitorio è stato un intervento all’insegna della continuità e della coerenza. Caratteri del suo impegno che il Guardasigilli ha voluto rivendicare con chiarezza parlando alla Camera nel corso della discussione sul ddl costituzionale in tema di separazione delle carriere (“Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”).

In due passaggi del suo discorso, il Ministro della Giustizia ha citato i suoi libri, pubblicati diversi anni fa, ma contenenti fin da allora i principi ispiratori della riforma.

Nel primo caso si trattava di un tascabile dal titolo “Giustizia”, edito da Cantiere Italia nel lontano 1997 e per questo poteva attestare le sue convinzioni, solidamente meditate nel tempo. Pubblicazione agile, con un sottotitolo impegnativo e programmatico: “Io credo che il cittadino debba essere parte in causa nel confronto che opporrà l’acquiescenza verso la tradizione al fermento della riforma. Perciò credo nell’utilità dell’informazione: perché la conoscenza è potere, ma è anche, e soprattutto, libertà”. Nella trattazione erano già contenuti i principi-cardine dell’attuale riforma: separazione delle carriere, sorteggio dei componenti del Csm e creazione di un’alta corte disciplinare per la magistratura. E in proposito sono state richiamate dal ministro anche le positive recensioni firmate allora da Indro Montanelli, Mario Pirani e Gianfranco Pasquino.

Nella parte conclusiva del suo intervento, Nordio ha invece citato un’opera più recente, “In attesa di giustizia”, comunque risalente al 2010 (quando ancora il ministro era Procuratore Aggiunto a Venezia) e curata per Guerini e associati a quattro mani con il penalista milanese Giuliano Pisapia. Trattazione più completa e organica sui temi della riforma, tanto che anche in questo caso il sottotitolo “Dialogo sulle riforme possibili”, seppur breve, poteva anticipare i contenuti del suo impegno politico. La prefazione era stata affidata a Sergio Romano.