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Ufficio legislativo

Le Clair: “La Francia si ispira al 41bis contro il narcotraffico”

Parla il magistrato di collegamento presso il ministero della Giustizia, intervistato da Giusy Franzese per l'Espresso

di Redazione

Nordio e Darmanin 3 febbraio 2025 (foto Ministero della giustizia)

“Ci troviamo di fronte a una situazione quasi paradossale: quando riusciamo a prendere e incarcerare i capi delle varie organizzazioni, questi dalle celle continuano a gestire e dirigere i loro affari, dando ordini con il telefonino, con contatti con altri detenuti, attraverso i colloqui. Dovevamo trovare un modo per interrompere questi flussi. E così abbiamo iniziato a studiare la vostra esperienza con il 41 bis”.

A parlare è il magistrato di collegamento presso il ministero della Giustizia Yves Le Clair. Da più di un anno studia il sistema penitenziario italiano e, in particolare, il regime del carcere duro, ideato da Giovanni Falcone. Obiettivo, esportarlo in Francia per un contrasto efficace della criminalità organizzata.

Le Clair ha visitato diversi istituti di pena e incontrato i vertici dell’Amministrazione penitenziaria. Ha inoltre organizzato il bilaterale tra il guardasigilli Carlo Nordio e l’omologo francese Gérald Darmanin, nel febbraio scorso, con uno specifico focus proprio sul 41bis.

Intervistato da Giusy Franzese su L’Espresso, Le Clair elenca i diversi aspetti che sono in corso di ‘trapianto’ nel sistema francese. Dal meccanismo di decisione – “un decreto del Ministro della Giustizia”, rinnovabile di anno in anno – all'”alta sorveglianza, nessun contatto con l’esterno, niente telefonini”. E poi, le norme sui collaboratori di giustizia. “Altro aspetto interessante della normativa italiana”, prosegue il magistrato, è “la possibilità di sequestrare, già in fase di indagine, i beni dei criminali”. Da ultimo, è allo studio della Francia anche l’attribuzione di competenze di polizia giudiziaria alla Penitenziaria; esattamente come in Italia.

Alla domanda sulle possibili polemiche relative alle condizioni dei detenuti con l’introduzione del 41bis, Le Clair risponde: “In alcuni momenti uno Stato ha bisogno di adattare i suoi strumenti di sicurezza alle minacce ai cittadini. Ovviamente vale sempre la regola del giusto equilibrio”.

L’intervista qui

In copertina: il ministro Carlo Nordio e l’omologo francese Gérald Darmanin

 

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