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Pensieri laterali

“Oltre a essere stato un magistrato martire, Livatino è un santo”

Le parole del ministro Nordio alla cerimonia di intitolazione al 'giudice ragazzino', ucciso dalla mafia il 21 settembre del '90, della piazza antistante la biblioteca di Scorzè

di Massimo Filipponi

Nordio a Scorzè per intitolare la piazzetta al Beato Angelo Rosario Livatino

“Questo è un momento di profonda emozione perché celebriamo non soltanto un magistrato ucciso per lo Stato ma soprattutto, come a me piace ricordarlo, un Beato”. Con queste parole il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha ricordato la figura di Rosario Livatino partecipando all’intitolazione al ‘giudice ragazzino’, ucciso dalla mafia il 21 settembre di 36 anni fa, della piazza antistante la biblioteca di Scorzè (in provincia di Venezia).

“Rosario Livatino è stato un grande magistrato e un grande cristiano – ha aggiunto Nordio -. Il suo connotato fondamentale, che poi è stato quello che ha segnato la sua beatificazione, è quello di aver perdonato i suoi assassini. Le ultime parole di Livatino furono di perdono ed è quello che lo contrassegna e lo differenzia rispetto agli altri servitori dello Stato vittime di attentati”.

Rivolgendosi ai molti studenti presenti alla cerimonia di Scorzè , il Guardasigilli ha dichiarato: “La magistratura, alla quale ho avuto l’onore di appartenere per quarant’anni e di cui mi sento ancora parte, forse ha offerto, in proporzione, il maggior contributo di vittime. Nomi come Palma, Tartaglione, Giacumbi, Minervini e Galli magari a voi ragazzi non dicono niente ma a un magistrato di una certa età come me, ricordano con grande emozione i momenti più bui della Repubblica italiana”.

Nordio a Scorzè per intitolare la piazzetta al Beato Angelo Rosario Livatino

“Gli altri magistrati – ha concluso Nordio – hanno offerto allo Stato la loro vita, Livatino ha offerto ai suoi assassini il perdono. Ed è questo che, ancor più di un magistrato martire, ne fa un santo“.

In precedenza il ministro aveva fatto riferimento a quando “circa tre anni fa, al Ministero della Giustizia fu portata la camicia insanguinata di Rosario Livatino con le tracce dei suoi ultimi istanti di vita”. “Quella reliquia incontaminata – ha detto Nordio – fu esposta nella sala vicino all’ufficio del ministro, sala intitolata a Rosario Livatino in cui si svolgono tutte le più importanti riunioni del ministero”.

All’intitolazione a Rosario Livatino della piazza, hanno preso parte – oltre alle autorità locali, anche Salvatore Insenga, cugino di Livatino.