Questo sito usa cookie tecnici, necessari al suo funzionamento, e cookie analitici anonimi per le statistiche di visita. Con il tuo consenso usa anche cookie di terze parti, per mostrare negli articoli video, podcast e post dei social network. Se non acconsenti all’utilizzo dei cookie di terze parti, alcune di queste funzionalità potrebbero essere non disponibili.
Chiudendo il banner con la X continui senza accettare: restano attivi solo i cookie tecnici e quelli analitici. Per saperne di più e cambiare le tue scelte in ogni momento leggi l’informativa privacy.

Ufficio legislativo

Pnrr Giustizia: il 2025 anno di svolta, ultimi impegni per il 2026

Arretrato e tempi di trattazione delle cause in calo costante; sprint su digitalizzazione, personale, edilizia. Ecco i dati dalla Relazione sull'amministrazione della giustizia

di Raffaella Tallarico

Relazione sull'amministrazione della giustizia 2025 - copertina articolo

Il 2025 è stato “l’anno di svolta” per quanto riguarda gli obiettivi del Pnrr; a sottolinearlo è il guardasigilli Carlo Nordio durante le comunicazioni al Parlamento sull’amministrazione della Giustizia per il 2025. Il volume economico degli investimenti ha raggiunto 1,98 miliardi; si tratta del 72% dei 2,9 miliardi di risorse del Piano post-pandemia assegnate al Ministero come soggetto attuatore.

I dati dell’ultima Relazione restituiscono buoni risultati: calo costante di arretrato civile e tempi di trattazione delle cause; sprint su digitalizzazione, personale, edilizia giudiziaria.

Nordio: “La certezza della pena é essenziale anche per minori”

L’arretrato civile 2019 registra un -95,8% presso i tribunali ordinari e un -99,4% presso le Corti d’Appello. Target raggiunti entro la scadenza prevista (dicembre 2024), che hanno consentito l’erogazione della settima rata del Pnrr nell’agosto 2025. L’arretrato 2022 si attesta al -85,2% presso i tribunali ordinari e al -85,4% presso le Corti d’Appello: un obiettivo a portata di mano, quello del -90% entro giugno 2026.

In calo sono poi i tempi di trattazione delle cause. Nel settore civile si sono ridotti del -27,8% rispetto al 2019; nel penale del -37,8%. Quest’ultima variazione ha superato quella richiesta dal target Pnrr (riduzione del 25% entro giugno 2026); nel civile la diminuzione è più contenuta. Via Arenula ha introdotto alcune misure temporanee per raggiungere l’obiettivo del -40% entro giugno. Tra queste, in raccordo con il Csm, è stata prevista l’applicazione straordinaria a distanza di 162 magistrati ordinari in 43 uffici giudiziari di primo e secondo grado. In Corte d’Appello sono stati coinvolti i neo-magistrati; in Cassazione, i magistrati dell’ufficio del massimario e del ruolo.

Pnrr, nel penale dt in calo oltre il target, migliora nel civile

Buone notizie anche per quanto riguarda la digitalizzazione. Se il target prevedeva la trasformazione digitale di 7.750.000 fascicoli giudiziari, a fine 2025 si è arrivati a 7.801.142. Per quanto riguarda gli interventi di edilizia giudiziaria previsti dal Pnrr, è in corso la riqualificazione di 289mila mq di edifici entro il primo trimestre del 2026. I 60 interventi previsti sono in corso di esecuzione, e una parte è già collaudata e operativa.

Sul fronte del capitale umano, l’impegno previsto dal Pnrr riguardava l’assunzione e proroga dei contratti di lavoro di almeno 10mila unità. Durante l’ultimo incontro Ministero-sindacati del 28 gennaio è stata confermata l’assunzione di 9.368 unità a tempo indeterminato. L’ultima legge di bilancio prevede inoltre la possibilità di scorrimenti, per i prossimi 3 anni, della graduatoria della stabilizzazione; questo permetterà ulteriori entrate in servizio.

Giustizia, via libera alla stabilizzazione di 9.368 precari Pnrr