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Organizzazione giudiziaria

Alessandrini, impegno per una struttura giudiziaria più moderna

A 46 anno dall'omicidio per mano di Prima linea. Mattarella: “un giudice che aveva affrontato il problema terrorismo non solo in un’ottica giudiziaria ma dal punto di vista sociale”

di Fiorenza E. Aini

Alessandrini, impegno per una struttura giudiziaria più moderna

“L’impegno che poneva nel rendere più moderna la struttura giudiziaria”. Questo uno dei passaggi del testo di Prima Linea, con cui l’organizzazione terroristica di sinistra rivendica l’omicidio di Emilio Alessandrini.

Magistrato, classe ’42, dal 1968 a Milano con funzioni di Sostituto procuratore, dopo aver fatto il suo tirocinio come uditore giudiziario negli uffici di Bologna, si occupa di terrorismo. Di quello di destra in particolare: lavorerà a uno dei tanti filoni del processo per la strage di Piazza Fontana ma si occuperà anche di Prima Linea, organizzazione armata di estrema sinistra. L’organizzazione eversiva – che aveva già iniziato a considerare Alessandrini un nemico – porterà a segno qualche tempo prima un’azione dimostrativa: nel cortile dello stabile dove il magistrato abita con la sua famiglia verrà fatto esplodere un ordigno a scopo intimidatorio. Danni alle cose e l’immediata rivendicazione, “é stato un avvertimento”.

Il 29 gennaio 1979 alle 8:30 il giudice Alessandrini viene ucciso da un commando formato da cinque persone, otto colpi, due alla testa. Aveva appena accompagnato come tutti i giorni il figlio a scuola.

Il giorno dopo Walter Tobagi riportava sul Corriere un brano dell’ultima intervista del magistrato: ‘Non è un caso che le azioni dei brigatisti siano rivolte non tanto a uomini di destra ma ai progressisti. Il loro obiettivo è intuibilissimo: arrivare allo scontro nel più breve tempo possibile, togliendo di mezzo quel cuscinetto riformista che in qualche misura garantisce la sopravvivenza di questo tipo di società'”.

Ai funerali di Emilio Alessandrini più di 200 mila persone riempiranno Piazza Duomo, una partecipazione massiccia, come già dieci anni prima ai funerali delle vittime della strage di Piazza Fontana.

Il Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, annunciando al Plenum del Csm che avrebbe partecipato al funerale, sottolinea che “nella lotta contro il terrorismo la Magistratura ha pagato un prezzo di sangue molto elevato per cui è necessario studiare misure operative allo scopo di evitare che i giudici si sentano isolati dagli altri poteri dello Stato”.

Nel 2013 l’Aula Magna del Palazzo di Giustizia di Milano viene intitolata a Emilio Alessandrini e a Guido Galli, magistrato che a distanza di un anno, il 19 marzo 1980, viene assassinato a Milano da Prima Linea.

 

40 anni fa veniva assassinato Emilio Alessandrini