Questo sito usa cookie tecnici, necessari al suo funzionamento, e cookie analitici anonimi per le statistiche di visita. Con il tuo consenso usa anche cookie di terze parti, per mostrare negli articoli video, podcast e post dei social network. Se non acconsenti all’utilizzo dei cookie di terze parti, alcune di queste funzionalità potrebbero essere non disponibili.
Chiudendo il banner con la X continui senza accettare: restano attivi solo i cookie tecnici e quelli analitici. Per saperne di più e cambiare le tue scelte in ogni momento leggi l’informativa privacy.

Carceri

Da Santa Maria Capua Vetere le camicie per la Penitenziaria

Trenta detenuti, adeguatamente formati e già al lavoro, produrranno 28.500 camicie all'anno per il personale del Corpo

di Marco Belli

Il laboratorio sartoriale di Santa Maria Capua Vetere dove si producono le camicie per la Polizia Penitenziaria (foto ministero Giustizia)

Da quest’anno le camicie per il personale del Corpo di Polizia Penitenziaria vengono prodotte nella Casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere.

Il progetto nasce da un protocollo d’intesa sottoscritto nel febbraio scorso con Isaia, brand sartoriale napoletano ben noto a livello mondiale nella produzione di camicie. Già dalla primavera, 30 detenuti sono stati adeguatamente formati nell’utilizzo dei macchinari e nel confezionamento delle camicie. E da settembre scorso sono al lavoro nel laboratorio di sartoria maschile; saranno 40 a inizio del nuovo anno, quando comincerà la produzione a pieno regime.

Dopo aver accompagnato l’istituto nell’acquisto dei macchinari e aver illustrato ai detenuti le tecniche di confezionamento, gli esperti sarti di Isaia hanno seguito il primo periodo della produzione e continuano tuttora a svolgere il ruolo di supervisori sulla qualità del prodotto.

Il Viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto visita il laboratorio sartoriale di Santa Maria Capua Vetere dove si producono le camicie per la Polizia Penitenziaria

“E’ bello che la Polizia Penitenziaria sappia che indossa le camicie prodotte dai detenuti; ciò costituisce una importante sinergia anche emotiva”. Lo ha detto il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto che oggi ha visitato l’istituto penitenziario casertano per avviare il progetto “Ambiente Colorato”.

“Questa camiceria – ha spiegato la direttrice del carcere, Donatella Rotundo – insieme alla sartoria nel reparto femminile che realizza mascherine e altri oggetti, ma anche il laboratorio di dolci sono il fiore all’occhiello del nostro istituto e la testimonianza di come si può concretizzare il principio di rieducazione della pena”.

Il progetto prevede la produzione di 28.500 camicie all’anno. Le prime 500 sono già partite verso i magazzini centrali del Sadav di Rebibbia a Roma.