Questo sito usa cookie tecnici, necessari al suo funzionamento, e cookie analitici anonimi per le statistiche di visita. Con il tuo consenso usa anche cookie di terze parti, per mostrare negli articoli video, podcast e post dei social network. Se non acconsenti all’utilizzo dei cookie di terze parti, alcune di queste funzionalità potrebbero essere non disponibili.
Chiudendo il banner con la X continui senza accettare: restano attivi solo i cookie tecnici e quelli analitici. Per saperne di più e cambiare le tue scelte in ogni momento leggi l’informativa privacy.

Minorile e di comunità

Dgmc, Brevetto Open Water per i ragazzi di Napoli

Con il progetto “Bust Buster” sette ragazzi del territorio campano, seguiti dai servizi minorili della giustizia hanno conseguito il brevetto di sub di primo livello “Open Water”.

di Catia Paluzzi

Dgmc, Brevetto Open Water per i ragazzi di Napoli

L’11 novembre scorso, nella sede del Reale Yacht Club Canottieri Savoia di Napoli, si è concluso il percorso formativo di sette ragazzi provenienti dal territorio campano, alcuni collocati in comunità in messa alla prova o in misura cautelare con il conseguimento del brevetto di primo livello di sub “Open Water”.

Il progetto “Bust Buster” è nato dall’accordo siglato tra il Centro per la giustizia minorile e di comunità per la Campania e la Marina Militare con la finalità del reinserimento sociale e della professionalizzazione dei ragazzi. Ma non solo: il 12 novembre, equipaggiati di muta e maschera e accompagnati dai palombari della Marina Militare oltre che dai sub di MareNostrum, i giovani si sono immersi nelle acque del molo Cappellini di Nisida per pulire il fondale marino, esperienza dalla forte valenza educativa e riparativa. Tra le altre attività realizzate nella giornata anche la pulizia del molo e della spiaggetta di Nisida.

Superati i dubbi, le incertezze e i timori iniziali nell’intraprendere questa avventura, i giovani, oltre ad acquisire le tecniche d’immersione, hanno imparato gradualmente a godere del silenzio dei fondali marini, che infonde tranquillità e libertà. Hanno compreso che vincere le paure, li rende più forti.

Dalle parole dei ragazzi traspare il significato profondo dell’esperienza vissuta: “immergendomi mi sono sentito libero e la soddisfazione più grande è stata quella di dimostrare ai miei cari di essere capace di fare cose buone” …” il brevetto per me è come se avessi fatto una cosa legale, cioè che mi è stato riconosciuto di aver fatto una cosa giusta” …

La prossima fase del progetto prevede di creare delle squadre di giovani con il titolo di Operatore Tecnico Subacqueo per favorire un loro concreto inserimento in attività lavorative.

I partner del progetto, insieme al Centro giustizia minorile di Napoli, sono: Marina Militare, Guardia di Finanza, Ordine di Malta, Archeoclub l’Italia, MareNostrum.