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Innovazione tecnologica

Digitalizzazione della giustizia, centralità della decisione umana

Al convegno nazionale sulla digitalizzazione della Giustizia, Covelli, presidente della Corte d’Appello di Napoli, richiama sicurezza dei dati, interoperabilità e tutela dei diritti

di Giovanni Donnadio

Maria Rosaria Covelli, presidente della Corte d’Appello di Napoli

La digitalizzazione della giustizia deve garantire sicurezza dei dati, interoperabilità e centralità della decisione umana. È quanto sottolineato da Maria Rosaria Covelli, presidente della Corte d’Appello di Napoli, intervenuta a Capri al convegno nazionale sulla digitalizzazione della Giustizia, promosso dal Centro Elettronico di Documentazione della Corte Suprema di Cassazione in collaborazione con il Dipartimento per l’Innovazione tecnologica del Ministero della Giustizia.

Nel corso del suo intervento, Covelli ha evidenziato come la digitalizzazione debba inserirsi nel quadro dei principi costituzionali e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, con particolare riferimento al diritto di difesa, al giusto processo, al contraddittorio e alla motivazione dei provvedimenti.

“L’intelligenza artificiale può assistere il lavoro giudiziario, ma non può sostituire la decisione del magistrato”, ha affermato la presidente, richiamando la legge 23 settembre 2025, n. 132. Il giudice deve poter verificare l’output prodotto dal sistema, correggerlo e, quando necessario, rifiutarlo.

Tra le priorità indicate anche la protezione dei dati, attraverso strumenti come anonimizzazione e pseudonimizzazione, e l’interoperabilità dei sistemi, nel rispetto delle basi giuridiche e delle finalità determinate.