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Carceri

“Dipingiamo la Libertà” a Venezia: bilancio del progetto

36 le recluse del carcere della Giudecca e 100 gli studenti coinvolti; oltre 5mila i visitatori in 5 giorni. Il ricavato della vendita dei quadri alle detenute

di Redazione

"Dipingiamo la libertà a Venezia", locandina mostra di Venezia Pesce di Pace con le detenute della Giudecca

Si conclude il progetto “Dipingiamo la Libertà” a Venezia. Durato un anno, ha prodotto una mostra con dipinti e disegni di studenti e studentesse e delle detenute, coinvolte anche come guide.

I numeri sono incoraggianti: 36 le recluse del carcere della Giudecca che hanno preso parte all’iniziativa, 100 gli studenti, oltre 5.000 i visitatori in 5 giorni. Totale raccolto dalla vendita delle opere, 2.500 euro. Tredici dipinti sono stati acquistati da privati, e il ricavato devoluto alle artiste detenute.

 

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Questi dati sono emersi dall’incontro dedicato al progetto presso la Bottega Cini. L’iniziativa, promossa da Nadia De Lazzari, responsabile di Venezia Pesce di Pace, ha unito l’associazione di volontariato, l’istituto della Giudecca, il liceo artistico Marco Polo e la Scuola grande di San Teodoro. Non solo: diversi bar e rosticcerie hanno offerto pasti e contributi alle donne recluse, e un sostegno concreto è arrivato da Bcc Veneta.

Un plauso all’iniziativa è arrivato da Papa Leone XIV, che ha inviato una lettera agli organizzatori del progetto, e dal patriarca Francesco Moraglia. Anche il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro Delle Vedove, ha visitato la mostra allestita presso la Scuola grande di San Teodoro.

 

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