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Innovazione tecnologica

Discriminazioni, Nordio: “Dobbiamo tenere alta la guardia”

Audizione del Guardasigilli dinanzi alla commissione presieduta da Liliana Segre. Negli ultimi 5 anni, 56 persone condannate per crimini d'odio

di Redazione

Discriminazioni, Nordio: “Dobbiamo tenere alta la guardia”

“Dobbiamo tenere alta la guardia sotto il profilo sociale e giuridico”, sui crimini d’odio, avverte il guardasigilli Carlo Nordio; “non possiamo permetterci vuoti normativi, di trovarci di fronte a situazioni indegne, senza che però vi sia una protezione penale”.

Così il Ministro, sentito questa mattina dalla commissione straordinaria antidiscriminazione, presieduta da Liliana Segre. “Un onore – sottolinea Nordio – trovarsi vicino a un’icona così storica della libertà e della sofferenza; da sola meriterebbe il fatto di essere stato nominato ministro”.

L’arsenale normativo contro le diverse forme di questo fenomeno è per ora sufficiente, ma bisogna sempre stare all’erta con la tecnologia, che “sicuramente non è la causa, e forse nemmeno l’effetto, ma sicuramente è uno strumento” dei crimini d’odio, dice il Guardasigilli.

“Oggi – prosegue -, i sistemi di delegittimazione e di offesa sono aumentati in modo esponenziale sia nell’intensità sia nella quantità proprio dalla possibilità tecnologica”. E i rischi insiti nell’intelligenza artificiale, di per sé neutra, ma dice ancora Nordio, da attenzionare per la “manipolazione più che captazione dei dati”.

Dal 2019 al 2024, sottolinea Nordio, sono state 56 le persone condannate in via definitiva in base all’articolo 604-bis del codice penale (Propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa); 43 per altri titoli di reato aggravati dalla discriminazione. E ancora, 473 sono stati i procedimenti iscritti in primo grado nel triennio 2021-2023; quelli con l’aggravante salgono a 1043.

“L’audizione del ministro è stata molto interessante”, commenta la presidente della Commissione Liliana Segre dopo l’audizione del Guardasigilli, aggiungendo di ritenersi “molto” soddisfatta.