Meno debiti, più efficienza: i risultati del Dag in 4 anni
Ridotte le passività storiche derivanti dagli indennizzi da legge Pinto; l’anno contabile si è chiuso senza debiti fuori bilancio. La capo Dipartimento Giammaria: “Risultato frutto della collaborazione con gli uffici periferici”
Una gestione amministrativa più efficiente, grazie alla significativa riduzione dei debiti dello Stato e dell’Amministrazione. È un risultato portato a casa dal dipartimento per gli Affari di giustizia del Ministero negli ultimi 4 anni.
Si parte dall’abbattimento del debito storico derivante dagli indennizzi per irragionevole durata del processo, previsti dalla legge Pinto (l. 24 marzo 2001, n. 89). Con il progetto ‘PintoPaga’, avviato con la Manovra 2025, il debito si è ridotto del 51%, passando dai quasi 423 milioni di euro del 31 dicembre 2022 ai 229 milioni del 31 agosto 2026. Il Dag ha lavorato in tandem con le Corti d’Appello, chiamate a liquidare gli indennizzi emessi nell’anno di riferimento.
Il Dipartimento si occupa anche della procedura di rimborso delle spese legali agli imputati assolti nel processo penale. Lo strumento, previsto dalla legge di bilancio 2020, garantisce un equo rimborso a chi è stato assolto perché il fatto non sussiste, perché l’imputato non ha commesso il fatto, perché il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato. Si è registrato un progressivo aumento delle istanze e, di conseguenza, degli importi: dagli oltre 950mila euro del 2022 ai quasi 4 milioni e mezzo del 2025.
Notizie positive anche per quanto riguarda le casse di Via Arenula: l’anno contabile 2025 si è chiuso senza debiti fuori bilancio. Si tratta di un traguardo storico, mai raggiunto in 70 anni di Repubblica. Le fatture in carico agli uffici giudiziari per spese di giustizia ed intercettazioni sono state pagate, anche grazie alle indicazioni operative del Dag alla rete dei funzionari delegati nei diversi uffici giudiziari. Un risultato, questo, che è stato apprezzato anche dalla Corte dei conti.
A fare la differenza, per la capo Dag Antonia Giammaria, è stata la sinergia tra l’Amministrazione e gli uffici giudiziari: “Solo grazie alla collaborazione costante con Procure, Tribunali e Corti d’Appello – dice la dirigente ad Arenula70 – siamo arrivati ad abbattere quella zavorra di arretrato, di pagamenti in sospeso e fatture non pagate che affliggevano il Ministero e gli uffici da tempo”.
Tra le ricette che hanno reso il sistema più efficiente c’è anche la digitalizzazione a tappeto dei servizi: “Penso – prosegue Giammaria – al protocollo informatico, o alle notifiche provenienti da professionisti o dagli uffici. L’utilizzo di strumenti telematici ha portato ad un'accelerazione dei tempi di lavorazione del protocollo, e quindi ad una maggiore efficienza degli interi settori coinvolti nell'Amministrazione centrale”.
In ambito internazionale, il Dipartimento per gli affari di giustizia si occupa da vicino di convenzioni, trattati e accordi tra l’Italia e gli altri Paesi. Particolare attenzione, negli ultimi 4 anni, è stata data alla negoziazione dei trattati per il trasferimento delle persone condannate. L’obiettivo, come ha più volte sottolineato il ministro Carlo Nordio, è far scontare la pena nei Paesi di provenienza, anche per ridurre il sovraffollamento delle carceri italiane. Trattati bilaterali dedicati a questo settore sono stati stipulati, tra gli altri, con il Vietnam, l’Uruguay, gli Emirati Arabi Uniti, il Regno Unito, il Kenya e la Libia. Con l’Albania e la Romania è stato concordato il rafforzamento degli strumenti di cooperazione giudiziaria per agevolare il trasferimento delle persone condannate. Per quanto riguarda il Marocco – Paese di origine della maggior parte dei detenuti stranieri nei penitenziari italiani, circa il 22% -, si attende la ratifica da parte di Rabat della convenzione sul trasferimento delle persone condannate.
L’impegno del Dipartimento prosegue poi sul fronte delle espulsioni, in forza del protocollo operativo adottato il 20 luglio 2020 con il Dipartimento di pubblica sicurezza del Ministero dell’interno. Nel 2022 sono stati espulsi 363 stranieri entrati illegalmente in Italia e condannati a una pena detentiva, anche residua, fino a 2 anni. Ma solo nei primi 8 mesi del 2026 le espulsioni hanno riguardato 335 persone.