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Polizia penitenziaria

Il Rotary Venezia celebra l’impegno della Penitenziaria

Alla Sovrintendente Maria Comelato il premio annuale che il Club conferisce alle Forze dell’ordine. Prima volta per un rappresentante del Corpo

di Marco Belli

Il Rotary Venezia celebra l’impegno della penitenziaria

È stato assegnato per la prima volta a un appartenente al Corpo di polizia penitenziaria il tradizionale riconoscimento che ogni anno il Rotary Club Venezia conferisce alle Forze dell’ordine. A ricevere il premio, ieri sera a Palazzo Dandolo, la Sovrintendente Maria Comelato, che da poco ha concluso una lunga e apprezzata carriera presso la Casa circondariale di Santa Maria Maggiore di Venezia.

È stata la Direzione dell’istituto penitenziario a segnalare al Club il profilo della Sovrintendente, sottolineando il valore di una donna che ha incarnato con dedizione e rigore lo spirito del Corpo, distinguendosi non solo per le sue competenze operative, ma per l’umanità e la cura con cui ha saputo affrontare la complessità del mondo carcerario. “Come direttore – spiega Enrico Farina – ho voluto indicare Maria Comelato perché la sua storia professionale rappresenta quanto di più autentico vi sia nel nostro lavoro: la fermezza coniugata al rispetto, il senso del dovere che non smette mai di interrogarsi sul significato profondo della sicurezza, della tutela e del recupero. Maria ha concluso il suo percorso nell’Ufficio Matricola, cuore amministrativo dell’istituto, continuando fino all’ultimo giorno a rappresentare un punto di riferimento per colleghi e nuovi operatori”.

La cerimonia, svoltasi alla presenza del presidente del Rotary Club di Venezia, Giovanni Aliata, ha rappresentato un momento intenso e simbolico: un riconoscimento che va oltre la singola persona e che rende visibile, attraverso la sua storia, il lavoro silenzioso e prezioso svolto quotidianamente dalla Polizia penitenziaria per la sicurezza della collettività, per la tutela della legalità e per la gestione delle fragilità interne al sistema.

Anche il Comandante di reparto dell’istituto, Antonio Antonica, ha voluto condividere con tutti gli ospiti e i rappresentanti delle altre Forze dell’ordine presenti la commozione e la soddisfazione per questo riconoscimento “che premia non soltanto una carriera e una figura divenuta punto di riferimento per tantissimi colleghi, ma l’orgoglio di un’intera comunità operativa”.

Un riconoscimento a chi raramente viene celebrato pubblicamente e che rende onore alla Polizia Penitenziaria come presidio di legalità, equilibrio e giustizia.