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Innovazione tecnologica

L’IA “amica” del settore giustizia: parla Antonio Mura

Un'innovazione utile, ma "resta centrale il giudizio umano", dice il capo dell’Ufficio legislativo del Ministero, intervistato al Forum Pa 2025 di Roma

di Redazione

Antonello Mura al forum PA

“L’intelligenza artificiale è una rivoluzione, con applicazioni possibili nel mondo della giustizia sia in ambito penale che civile”. Antonio Mura, magistrato e capo dell’ufficio legislativo del Ministero, approfondisce i rapporti tra IA e giurisdizione, intervistato durante le giornate del Forum PA 2025 di Roma.

“Le applicazioni nel settore vanno oltre quelle che si possono immaginare nella pubblica amministrazione in generale”, prosegue Mura: la ricerca giuridica, la traduzione, trascrizione e anonimizzazione di atti; la redazione e analisi di dossier complessi. Applicazioni che però richiedono, dice il capo dell’ufficio legislativo, “un cambio di approccio culturale”.

Sul piano normativo, è in corso di approvazione parlamentare il disegno di legge dedicato all’intelligenza artificiale. L’Italia precorre la disciplina europea: l’AI Act, regolamento adottato nel giugno 2024, sarà compiutamente operativo dal 2026. Il ddl ora all’esame della Camera ribadisce, in ambito giustizia, “la centralità del giudizio umano, che sarà sempre riservata al giudice; non si potrà avere una prospettiva di sostituzione”, dice ancora Mura.

Al Ministero è demandata la disciplina sull’uso dell’IA – è anche stato istituito un Osservatorio ad hoc – e via Arenula assicura il massimo supporto ai magistrati e al personale amministrativo.

Essenziale sarà la formazione, spiega Mura, “che va al di là della normale formazione professionale; si tratta infatti di controllare uno strumento rischioso, e questo rischio va gestito con livelli adeguati di controllo, sia dell’algoritmo, che delle basi dati su cui poggia l’algoritmo”.