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Organizzazione giudiziaria

Magistratura, dal 2015 più donne con la toga che uomini

Trend con cifra doppia nei distretti con maggiore personale, negli uffici giudiziari nazionali la presenza femminile supera il 30%

di Raffaella Tallarico

magistratura donne

La magistratura è sempre più al femminile. Secondo i dati del Csm, a marzo 2023 le presenze di donne togate negli uffici giudiziari superano quelle dei colleghi e si attestano al 56%. Dal 2015 il numero totale di donne nella professione è stabilmente maggiore rispetto a quello degli uomini, a distanza di 50 anni dall’ingresso delle prime vincitrici di concorso, nel 1965. Erano 4854 le donne nel 2019, 4966 nel 2020 e 5011 nel 2021, fino ad arrivare a 5064 nel 2022.

Se i ruoli di vertice sono in prevalenza ricoperti da uomini, assume un grande valore simbolico l’elezione, il 1 marzo scorso, di Margherita Cassano a Primo presidente della Corte di cassazione, che apre la strada a una sempre maggiore assunzione di incarichi direttivi da parte delle donne. Inoltre in alcuni uffici si registra una netta prevalenza delle magistrate ai vertici: è il caso dei Tribunali di sorveglianza, presieduti per il 65%, o le Procure presso i tribunali per i minorenni per il 60%.

Ulteriori dati analizzano più nel dettaglio le presenze per genere nei vari uffici giudiziari, dove le donne rappresentano il 57% del totale. Significativo è che la prevalenza femminile sia confermata nei distretti più grandi, come Napoli (62%) e Milano (65%). Dati simili emergono per il personale dei Tribunali.

Negli uffici giudiziari con competenza nazionale si registra un numero minore di magistrate, ma comunque superiore a un terzo, pari al 36%.

 

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