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Ufficio legislativo

Palermo, conferenza su asset recovery e esperienza italiana

Il capo ufficio legislativo Mura è intervenuto all'evento organizzato dal Ministero e dalla rete giudiziaria europea EJOCN, in collaborazione con Eurojust

di Redazione

Il capo ufficio legislativo Antonio Mura alla conferenza internazionale sulla cooperazione giudiziaria, organizzata da EJOCN e Ministero in collaborazione con Eurojust. Palermo, 12 marzo 2026

Follow the money, “segui il denaro”. Il metodo investigativo introdotto da Giovanni Falcone è oggi divenuto paradigma internazionale nella lotta alla criminalità. E “Follow the money” è il titolo della conferenza internazionale sulla cooperazione giudiziaria in tema di asset recovery.

L’evento, organizzato dalla Rete giudiziaria europea contro la criminalità organizzata (EJOCN), in collaborazione con il ministero della Giustizia e con il sostegno di Eurojust, si è tenuto il 12 marzo a Palazzo dei Normanni a Palermo.

Per il Ministero è intervenuto il capo dell’Ufficio Legislativo, Antonio Mura. “Follow the money è espressione che, a dispetto dello scorrere del tempo, mantiene intatta la sua forza evocativa”, ha detto Mura, che ha definito Falcone un “apripista di una metodologia applicata ormai senza confini”. Espressione che oggi ha un significato ulteriore, perché, ha spiegato ancora Mura: “Il denaro non è soltanto la traccia da seguire nelle indagini, ma anche l’obiettivo da colpire per incidere sulla struttura economica e sulla capacità operativa delle organizzazioni criminali”. Ed è in questa prospettiva che non si tratta solo di un mezzo d’indagine, “ma anche, ex se, di contrasto al crimine”.

Nel suo intervento, dal titolo “Il quadro normativo italiano di aggressione ai patrimoni illeciti”, il Capo dell’Ufficio Legislativo ha poi evidenziato il ruolo centrale che l’esperienza giuridica italiana ha avuto nell’evoluzione degli strumenti di contrasto alla criminalità organizzata. Un’influenza esercitata anche a livello europeo e internazionale, fino alla più recente direttiva europea sul recupero e la confisca dei beni.

Dall’esame della direttiva (UE) 2024/1260 emerge, infatti, come l’esperienza italiana abbia svolto una funzione propulsiva nella costruzione degli strumenti oggi assunti dal legislatore europeo come paradigma di armonizzazione. Evidenziate le relazioni genetiche tra questi due livelli – nazionale e sovranazionale – che si sono influenzati e si influenzano l’un l’altro, Mura ha illustrato lo stato dell’implementazione in Italia della disciplina sovranazionale, in corso per effetto della legge di delegazione europea 2024. Il termine per il recepimento della direttiva è indicato nel 23 novembre 2026, ed è in corso di stesura la tabella di concordanza, funzionale alla coerente implementazione dello strumento. Tabella che, per ora, sta restituendo un quadro di significativa compliance dell’ordinamento interno rispetto alla direttiva.

Particolare attenzione è stata poi data alla destinazione sociale dei beni confiscati, che consente di restituire alla collettività risorse sottratte alla criminalità organizzata, aumentando anche la fiducia nella tutela della legalità.

Alla conferenza internazionale sono intervenuti, tra gli altri, il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Fabio Pinelli e la procuratrice generale e il presidente della Corte d’appello di Palermo, Lia Sava e Antonio Balsamo.