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Riforma

Riforma costituzionale della giustizia: cambia il quesito

La consultazione resta comunque convocata per il 22 e 23 marzo. La Cassazione ha accolto la versione formulata dai 15 giuristi promotori della raccolta di firme di 500mila cittadini

di Redazione

Corte Suprema di Cassazione (foto del Ministero della Giustizia)

Non cambia la data del referendum: sarà riscritto il quesito, che verrà integrato con gli articoli della Costituzione di cui si chiede la modifica, ma la consultazione resta fissata per il 22 e 23 marzo.

E’ questo l’esito del Consiglio dei Ministri convocato questa mattina e chiamato a decidere circa la decisione assunta ieri sera dalla Corte suprema di cassazione.

La Cassazione, con ordinanza non ancora depositata, ha ammesso il nuovo quesito, presentato dal Comitato dei 15 promotori, per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, fissato per il 22-23 marzo. Quindi, mentre il quesito originario recitava “Approvate il testo della legge costituzionale concernente ‘Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare’ approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025?”,  nella nuova formulazione dovrà essere aggiunta la precisazione relativa agli articoli della Costituzione che si intende modificare, cioè: “con la quale vengono modificati gli articoli 87 comma 10, 102 comma 1, 104, 105, 106 comma 3, 107 comma1 e 110 comma 1 della Costituzione?”.

La decisione dell’Ufficio centrale per i referendum, ha accolto quindi il nuovo quesito per il referendum nella versione formulata dai 15 giuristi promotori della raccolta di firme di 500mila cittadini, recentemente depositate. Si attende ora il deposito dell’ordinanza, che la cancelleria competente ha immediatamente comunicato al Presidente della Repubblica, ai Presidenti delle Camere, al Presidente del Consiglio dei ministri e al Presidente della Corte costituzionale.