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Carceri

San Vittore, inaugurata la prima mostra di ReverseLab

Esposta un'opera corale realizzata da detenuti e Polizia penitenziaria durante un workshop coordinato da Maurice Pefura

di Antonella Barone

San Vittore, inaugurata la prima mostra di ReverseLab

Da seminterrato destinato un tempo all’isolamento dei detenuti  a laboratorio d’arte contemporanea aperto alla città. Il capovolgimento totale della funzione dello spazio è il motivo ispiratore di Milano San Vittore ReverseLab, un progetto nato dalla partnership tra la casa circondariale ‘Francesco Di Cataldo’, il Politecnico di Milano e Pac Padiglione d’Arte Contemporanea, realizzato grazie al contributo di Fondazione di Comunità Milano, in collaborazione con Forme Tentative e Philo – Pratiche filosofiche.

ReverseLab è stato inaugurato ieri con la mostra ‘Gli artisti sono quelli che fanno casino. Frammenti dal carcere di San Vittore’. Occupano le pareti della galleria migliaia di finestre dipinte ad acquarello e frammenti di pensieri, esclamazioni, esortazioni, scritti su tessere di carta e su altri materiali. Il tutto a comporre una grande opera collettiva, che l’artista Maurice Pefura ha realizzato durante un workshop tenutosi  tra marzo e giugno, che ha coinvolto detenuti e agenti di Polizia penitenziaria.

“Il progetto crea i presupposti per ragionare sugli spazi ma anche sulle persone – ha detto Giacinto Siciliano, direttore della casa circondariale milanese – ReverseLab racconta che un altro carcere è possibile, un carcere che non sia luogo di appiattimento ma spazio di fermento artistico e culturale dove si possono scoprire risorse e talenti”.

ReverseLab si inserisce nella gamma di attività proposte dall’Off Campus San Vittore, del Politecnico di Milano, un progetto che promuove cultura e innovazione nelle zone della città più a rischio di marginalità, attivo dal 2002 all’interno dell’istituto.

Aperta al pubblico due giorni alla settimana (sabato e lunedì, 14-15 e 15-16), la mostra si può visitare  fino al 28 ottobre 2024, previa prenotazione.