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Sottosegretari

Sisto: “Investimenti Pnrr sono stabili, fatti sul sistema giustizia”

Il Viceministro è intervenuto al Festival de L'espresso in corso a Milano, intervistato dal vicedirettore Enrico Bellavia

di Redazione

Sisto al Festival dell'Espresso, intervistato dal vicedirettore Enrico Bellavia

“Abbiamo raggiunto l’obiettivo – parlo di dati certificati ormai presso la Commissione europea – della diminuzione dei tempi del processo penale del 38,8%, e del 50% nel civile, con l’abbattimento quasi del 95% dell’arretrato. Un risultato straordinario”. A parlare è il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, ospite del Festival de L’Espresso in corso allo STEP FuturAbility District di Milano. 

“I tempi sono diminuiti”, sottolinea Sisto, sollecitato da una domanda del vicedirettore de L’Espresso Enrico Bellavia sulla lentezza dei processi. “Si può fare di più? Certo, soprattutto nella giustizia tributaria – in Cassazione abbiamo un arretrato notevole”, aggiunge il Viceministro.

L’iniezione di risorse – sia economiche che umane – non è transitoria. “Gli investimenti sono stabili: le assunzioni e le stabilizzazioni rimangono, per i magistrati abbiamo quasi completato gli organici. Non c’è nessun motivo per pensare che si possa tornare indietro, perché sono investimenti fatti sul sistema giustizia”, dice Sisto.

Sull’eccesso di legislazione in materia penale – il cosiddetto panpenalismo – Sisto sottolinea che gli interventi “non sono mai stati immotivati, non c’è mai stato un revanscismo sanzionatorio fine a se stesso”. Si è trattato, in particolare, di “una terapia d’urto rispetto a certi fenomeni”. Il Viceministro cita il “decreto Caivano”, e le misure adottate per contrastare il fenomeno delle baby gang, “una realtà nuova che affonda le proprie radici in carenze formative”.

Spazio poi al tema carcere, che per il Viceministro dovrebbe essere “un luogo senza il muro dell’esterno, in cui si può perdere la libertà personale ma non la dignità”. Per attuare la finalità rieducativa della pena, Sisto dice che è essenziale il personale: “conta molto anche il lavoro dei provveditori e dei direttori”. E sulla problematica del sovraffollamento, ribadisce le misure adottate dal governo: il piano carceri, le strutture alternative per i detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti che, in prospettiva, ospiteranno 8mila persone; infine, le strutture per i detenuti privi di domicilio.