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Sottosegretari

Sisto: “Le prove iper-scientifiche derivanti da IA non sono oggettive”

Intervenendo al Caffè della Versiliana, il viceministro ha sottolineato come sia necessario "stare molto attenti" con l'utilizzo dell'IA e delle tecnologie

di Redazione

Il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto

Sarà possibile in futuro, nel corso di un processo, che la raccolta delle prove avvenga grazie all’Intelligenza artificiale? A questa domanda ha risposto Francesco Paolo Sisto, viceministro della Giustizia, parlando sul palco del Caffè della Versiliana, a Marina di Pietrasanta (Lucca), all’interno dell’appuntamento dedicato alla Giustizia Penale, a cui hanno partecipato anche esponenti della magistratura e della politica.

“Le prove iper-scientifiche derivanti dall’Intelligenza artificiale non sono prove oggettive – ha dichiarato Sisto -. L’IA ha un algoritmo e un database umani: sono variabili e incompleti. Quando il giudice avrà tali prove cosa penserà? Con l’IA e con le tecnologie dobbiamo stare molto attenti”.

In precedenza il viceministro della Giustizia aveva affermato che l’esito del “referendum non ha spento la necessità di giustizia in questo Paese e questo mi dà grinta. È stata una straordinaria occasione di democrazia“. “Noi manteniamo le stesse garanzie costituzionali” ha chiarito.

Sul tema della situazione degli istituti penitenziari, Sisto ha dichiarato: “Noi siamo il governo più sensibile alle carceri da Renzi in poi” quindi in riferimento ai governi “Renzi, Conte I, Conte II e Draghi, abbiamo assunto quasi 10 volte personale di polizia penitenziaria. Abbiamo riempito i ruoli della magistratura di sorveglianza, esercitiamo una funzione ispettiva”. “C’è poi la legge sui tossicodipendenti che porterà i tossicodipendenti fuori dagli istituti carceri” ha concluso il viceministro.