Questo sito usa cookie tecnici, necessari al suo funzionamento, e cookie analitici anonimi per le statistiche di visita. Con il tuo consenso usa anche cookie di terze parti, per mostrare negli articoli video, podcast e post dei social network. Se non acconsenti all’utilizzo dei cookie di terze parti, alcune di queste funzionalità potrebbero essere non disponibili.
Chiudendo il banner con la X continui senza accettare: restano attivi solo i cookie tecnici e quelli analitici. Per saperne di più e cambiare le tue scelte in ogni momento leggi l’informativa privacy.

Sottosegretari

Sisto: “Procedura codificata, Nordio nessun ruolo attivo”

"Una procedura, quella della grazia, che ha una dimensione squisitamente tecnico-amministrativa" così l'ha definita il Viceministro intervistato dal Corriere

di Fiorenza E. Aini

Nordio e Sisto alla Corte Appello Bari (Foto ministero della Giustizia)

“Quella della grazia è una procedura che ha una dimensione squisitamente tecnico-amministrativa. Non esiste una connotazione politica». Così ha inquadrato la questione della grazia concessa a Nicole Minetti, che da parecchi giorni sta tenendo banco sulla stampa, negli approfondimenti politici tivvù, ovunque.

Il Viceministro alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto, intervistato da Adriana Logroscino per il Corriere della sera, ha escluso una ‘connotazione politica’ ma anche una ‘responsabilità politica’: “Non si può imputare al Ministro una procedura codificata da norme e dalla Costituzione, nella quale il ministro non ha alcun ruolo attivo”. Procedura che la sentenza n. 200 del 2006 della Corte Costituzionale delineò, quando l’allora Presidente della Repubblica, Azeglio Ciampi, di fronte al rifiuto di Roberto Castelli, ministro della Giustizia, di istruire la pratica di grazia per Ovidio Bompressi, sollevo il caso e chiese che si pronunciassero i giudici della Consulta.

Ma ancora, prosegue Sisto, non solo “é la Procura generale competente, in questo caso quella di Milano” a occuparsi di raccogliere la documentazione utile, ma “il ministero non dà nemmeno indicazioni, la procura è libera di effettuare indagini in modo totalmente autonomo, per qualità e quantità. Quando termina questo suo lavoro, la procura stessa invia gli atti di indagine con il suo parere, non vincolante, al ministero”.

Ma intanto il Ministro giovedì scorso ha incontrato l’Associazione nazionale magistrati e il Consiglio nazionale forense, riaprendo ai momenti di confronto: “La parola d’ordine é il dialogo” ha concluso Sisto.

 

 

Allegati

Sisto intervista CorSera 1mag26

Dimensione del file: 414 Kb