Tecnologie e formazione, le ‘armi’ della Penitenziaria
Al convegno dedicato a cyber-sicurezza e strategie condivise per la protezione del sistema Paese, l’intervento del direttore del NIC
Il comandante del Nucleo Investigativo Centrale (NIC) Ezio Giacalone ha rappresentato la Polizia Penitenziaria al convegno “Verso una cyber-sicurezza sovrana. Strategie condivise per la protezione del sistema Paese”. All’incontro, svoltosi ieri pomeriggio a Roma e organizzato dalla Rivista e Think Tank “Formiche”, hanno partecipato i responsabili delle istituzioni coinvolte nella protezione cibernetica e nella difesa delle infrastrutture strategiche del Paese.
Nel suo intervento, il dirigente del Corpo ha illustrato i mezzi attraverso i quali la criminalità organizzata e i gruppi terroristici minacciano con sempre maggior frequenza la sicurezza penitenziaria: fra questi, droni, cryptofonini, uso illecito dei social media. E ha tratteggiato come le tecnologie debbano costituire “un punto di forza a disposizione della Polizia Penitenziaria per la difesa delle strutture carcerarie, anche nel dominio cyber, e per garantire legalità complessiva del sistema penitenziario, attraverso l’utilizzo di software investigativi e di analisi criminale specificamente orientati alle indagini nel settore dell’esecuzione penale”.
“La sfida – ha sottolineato Giacalone – passa dunque necessariamente dalla mirata selezione, formazione e aggiornamento di tutto il personale del Corpo, ma anche dalla creazione di un contingente qualificato di investigatori del NIC che, oltre a possedere adeguate competenze informatiche e penitenziarie, sia capace di operare in gruppi interforze di prevenzione e contrasto alla criminalità in tutti i settori, mettendo a fattor comune l’expertise maturato in quasi venti anni di successi operativi”.
In conclusione, il dirigente ha fatto riferimento al consolidato modello italiano del Comitato Analisi Strategica Antiterrorismo (CASA) e del più giovane Comitato Analisi Immigrazione e Sicurezza delle Frontiere (CAISF), entrambi operanti presso il Ministero dell’Interno e al quale partecipano tutte le forze di polizia e del comparto intelligence. Un esempio di eccellenza nazionale all’interno dei quali tutti gli Enti condividono efficacemente informazioni e analisi finalizzate a proteggere il sistema Paese nel suo complesso.