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Carceri

Un ponte di libri dal Mediterraneo a Regina Coeli

Nel carcere romano arriva il progetto di promozione della lettura nato dalla collaborazione con un’associazione tunisina che ha già coinvolto oltre 1000 detenuti arabofoni

di Antonella Barone

Un ponte di libri dal Mediterraneo a Regina Coeli

Kutub Hurra – Un ponte di libri attraverso il Mediterraneo nasce per favorire il dialogo interculturale in carcere attraverso opportunità di lettura ai detenuti arabofoni e l’utilizzo dei libri come strumento di emancipazione culturale. Più che un progetto una sfida se le due  realtà che lo hanno ideato “l’ONG UPP – Un ponte per…  e l’associazione tunisina “ Lina Ben Mhenni” hanno anche l’obiettivo di rendere il mare Mediterraneo da “muro orizzontale che aumenta le distanze tra una parte del mondo e l’altra” a “un mare di umanità, un ponte tra occidente e oriente, tra nord e sud”.
Il ‘ponte’ raggiunge oggi la casa circondariale di Roma Regina Coeli, ma ha già toccato le carceri di Livorno, Gorgona, Pisa, Firenze Sollicciano e Padova Due Palazzi oltre al minorile di Roma Casal Del Marmo. Un bilancio attuale  di circa 300 libri in lingua araba donati alle biblioteche e il coinvolgimento di circa 1000 detenuti arabofoni  in laboratori interni, reading e in 10 incontri di condivisione di buone pratiche organizzati insieme ad altre 8 associazioni attive nelle varie realtà e a 4 garanti dei diritti dei detenuti.
Sono stati proprio gli operatori dell’area trattamentale di Regina Coeli, dove mancano libri in lingua araba benché i detenuti potenziali fruitori siano 200,  a contattare UPP per attivare il progetto.
Le donazioni arrivano dall’associazione Lina Ben Mhenni e da una libreria libanese mentre, per rifornire la biblioteca dell’IPM di Casal del Marmo,  è stato promosso il progetto “Libro sospeso”.

“Siamo entrati lo scorso anno a Casal del Marmo con FuoriRiga, associazione che opera nel minorile di Roma e che, tra le altre cose, ne gestisce la biblioteca dal 2014– racconta Giovanna Gagliardi di Un ponte per… – Abbiamo portato una cinquantina di titoli, organizzato  delle letture e fatto una chiacchierata con dei ragazzi italiani e arabofoni. Durante l’evento ci è stato illustrato il valore della lettura nel percorso di detenzione. Poi  sono iniziate le donazioni anche ad  altri istituti d’Italia e abbiamo creato una rete di nazionale di scambio di buone pratiche”.

Una rete che continua ad allargarsi: a breve il progetto  raggiungerà anche gli istituti penitenziari di Viterbo, Genova Marassi , Milano San Vittore, Napoli Poggioreale e la casa circondariale di Padova.