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Ministro

Nordio: “Azione disciplinare? Rispetto l’autonomia delle toghe”

Il Ministro intervistato da Tiziana Panella a Tagadà. E sulla modifica al quesito referendario: "sarà anche giusto, non credo sia più semplice per il cittadino"

di Redazione

Il ministro Nordio ospite di Tiziana Panella a Tagadà (Credit: Ministero della Giustizia)

“Il potere disciplinare nei confronti dei magistrati? L’ho esercitato pochissimo”, dice il guardasigilli Carlo Nordio, intervistato da Tiziana Panella nella trasmissione di La7 Tagadà.

Diverse le ragioni della scelta del Ministro: “proprio perché ho un grande rispetto dell’autonomia e dell’autoregolamentazione della magistratura, penso che debba essere il procuratore generale presso la Cassazione, com’è previsto dalla legge, a esercitare l’azione disciplinare”. Azione del Ministro che “è residua” ed è “sempre antipatica, perché sembra che il politico voglia ingerirsi nella magistratura”.

 

 

 

In apertura dell’intervista, Panella chiede a Nordio chi sia per lui un magistrato. “È una persona libera, indipendente e autonoma che deve applicare la legge approvata dal parlamento”, risponde il Guardasigilli. “Non può interpretarla – prosegue – in modo eccentrico o secondo i suoi particolari orientamenti ideologici” e, nonostante l’ineliminabile spazio di interpretazione, “non deve mai superare la lettera della legge”.

Nordio torna a parlare della precisazione al quesito referendario in vista del voto, il 22 e 23 marzo. Quello ammesso in precedenza “era semplice”, e sono stati aggiunti, su richiesta dei ricorrenti – il cosiddetto comitato dei 15 – gli articoli della Costituzione che verranno modificati. Per il Ministro “sarà anche giusto, ma non credo che l’elettore, perché trova scritti gli articoli, ci capisca qualcosa di più o di meno”.

 

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