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Ministro

Nordio: “fermo preventivo per isolare i violenti”

"Queste norme eviteranno o ridurranno molto le attività preparatorie, come portare passamontagna o armi improprie". Così il Ministro, intervistato dal Corriere, a proposito delle manifestazioni di piazza

di Redazione

Nordio e Piantedosi in conferenza stampa a palazzo Chigi dopo il Cdm del 5 febbraio 2026. (Credit: Ministero della Giustizia)

“Si tratta di prevenzione, mira a isolare i violenti prima che possano devastare le città e aggredire le forze dell’ordine”. Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio,  intervistato da Virginia Piccolillo per il Corriere, sul fermo preventivo previsto dal decreto sicurezza appena approvato.

Sollecitato poi sulla frase pronunciata durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri del 5 febbraio, in cui ha ricordato la nefasta stagione delle Brigate rosse (lo stesso Ministro appena entrato in magistratura  partecipò a una inchiesta sulla colonna veneta delle Br), e  che ha destato non poche perplessità, ha voluto spiegare che la risposta dello Stato dovrà essere “efficace e immediata” perché: “L’inerzia dello Stato di fronte a queste nuove forme di criminalità potrebbe favorirne l’evoluzione qualitativa, riportandoci agli anni di piombo”, anche se “questi teppisti non hanno nemmeno l’alibi di un ideale”. Ha poi fatto cenno anche alla necessità di alimentare le forze dell’ordine con nuove numerose assunzioni, alle quali – ha confermato – il Governo sta già provvedendo.

Nordio è stato anche intervistato da Piccolillo sui temi della riforma costituzionale della giustizia e sulla decisione della Cassazione che, con ordinanza non ancora depositata, ha ammesso il nuovo quesito, presentato dal Comitato dei 15 promotori, per il referendum.  Questa mattina il Consiglio dei ministri è stato convocato per approvare la nuova formulazione.